Marialuna, lo spettacolo di Pino De Maio con i ragazzi del Carcere di Nisida

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19/02/2012 - Autore: Redazione | Visite: 415
Arriva al Teatro Sannazaro Marialuna, lo spettcaolo di Pino De Maio nato tra le mura del carcere di Nisida con i ragazzi del suo laboratorio che cercano riscatto attraverso l'arte.

Sabato e domenica 25 e 26 febbraio alle ore 21,00 al Teatro Sannazaro di Napoli, andrà in scena l’opera teatrale scritta e diretta da Pino De Maio "MARIALUNA" una vita tutta in salita, con la partecipazione dei ragazzi detenuti del carcere di Nisida che conducono il laboratorio musicale e teatrale dello stesso De Maio e un gruppo di giovani attori, incontrati negli anni nei laboratori, e oggi professionisti.

Lo spettacolo, sintesi del ventennale lavoro di recupero dei minori a rischio che Pino De Maio porta avanti, è stato applaudito in due anni da circa 30.000 spettatori, è andato in onda su Rai 5 per Palco e Retro Palco con la produzione di RAI TRADE, oggetto di approfondimenti televisivi a Rai Tre (Hotel Patria, Il Settimanale), Rai Uno (Uno Mattina). Ha ricevuto la Medaglia dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha assistito allo spettacolo all’interno del Carcere in occasione della sua ultima visita a Napoli. E’ stato patrocinato moralmente dal Presidente della Repubblica, il Ministro di Grazia e Giustizia, della Pubblica Istruzione, dal Comune di Napoli, Regione Campania e Provincia di Napoli, dall’Unione Industriale di Napoli, oltre che dal’Unicef comitato Italia e Campania, la Fondazione Di Trapani e del Cardinale Crescenzio Sepe.

In scena oltre Pino De Maio e i detenuti del carcere di Nisida, ci saranno gli attori professionisti: Vincenzo De Lucia, Gennaro Marco Duello, Mimì De Maio, Maria Elena Bianco, Roberta Cacace, Francesco Cocco, Clemente Massaro e Mariano Avallone.

Un ampio servizio dedicato allo spettacolo.

Pino De Maio e Marialuna

Marialuna una vita tutta in salita è la sintesi umana e artistica di Pino De Maio. Una testimonianza che imprime in un’opera l’impegno artistico e sociale di un ventennio e più. L’autore, anch’egli ex minore a rischio, incontra da giovane la sua ancora di salvezza, la chitarra e grazie ad essa costruisce la sua vita in musica. Allora non poteva sapere che un giorno la sua storia sarebbe diventata un romanzo scritto da Pietro Gargano (Lo scugnizzo fuori dal branco) ed esempio per molti giovani che come lui avevano avuto la sfortuna di nascere ‘nel posto sbagliato e costretti ad affrontare una vita tutta in salita’.

L’incontro con James Senese e i Napoli Centrale, la collaborazione come autore con Sergio Bruni, lo studio viscerale della canzone napoletana e l’amore per l’arte di Raffaele Viviani, contribuiscono a segnare il profilo di un artista che nel corso degli anni inciderà decine di dischi pubblicati dagli USA alla Russia e suonato in tutto il mondo. Le testimonianze di stima e affetto arrivano dai più grandi da Luciano Pavarotti a Marcello Mastroianni, da Sergio Bruni a Roberto Murolo fino a Tara Gandi e il Presidente Giorgio Napolitano. I suoi lunghi viaggi si concludono però sempre a Napoli, dove l’amore per la famiglia, l’impegno a favore dei minori a rischio e quel mare, bisogno primordiale, lo terranno ben saldo alle sue radici. E così fonda La Villanella, la sua ‘bottegha d’arte’, e apre le porte ai giovani napoletani. Siamo all’inizio degli anni novanta quando Pino si spinge oltre e inizia a collaborare con il Carcere di Nisida.

Lontano dai riflettori, nel freddo delle celle, con una chitarra e giovani duri che attraverso la musica danno voce alla lora anima più indifesa, nasce “Ue guagliù”. Sono ormai centinaia i ragazzi che ha incontrato. Oggi molti di loro sono uomini e alcuni si sono salvati. Marialuna è tutto questo. Una canzone di Salvatore Palomba da dato il nome allo spettacolo visto e premiato dal Presidente Giorgio Napolitano, applaudito in due anni da 30.000 spettatori, registrato dalla Rai per Palco e Retro Palco. E’ l’incontro tra giovani detenuti e non che in un percorso comune sono diventati un gruppo e hanno imparato l’uno dall’altro. Mara Luna è una storia di speranza per credere che un giorno ‘qualcosa cambierà’.

Lo spettacolo

Marialuna è una ragazza che non riesce più a sopportare "l'aria" che si respira nel suo quartiere, dove il male e la violenza sono esperienze quotidiane. Ha solo sedici anni e sogna di volare via. Di scappare da quella vita d'inferno. Finirà in un letto di un ospedale sconvolta per aver assistito all'omicidio di un suo compagno di scuola, ennesima vittima innocente di camorra. Lo spettacolo si articola in quattro segmenti. Nel primo, si narra la vicenda di un tossicodipendente che preferisce il carcere di Poggioreale ad un centro per recupero di giovani drogati. Nel secondo, si racconta una giornata tipo con i ragazzi del carcere di Nisida che, attraverso l'incontro con il maestro di laboratorio musicale, vivono forti emozioni e maturano grandi esperienze. Nel terzo, forte è la voce delle vittime innocenti della camorra che chiedono di non essere dimenticate. Infine nel quarto segmento si racconta di un immigrato disprezzato e maltrattato da alcuni, e poi accolto e difeso da altri. Lo spettacolo si chiuderà con un messaggio di pace e un inno all’amore.

Pino De Maio racconta:

“La forza del progetto è la cooperazione dei ragazzi del carcere con altri giovani provenienti da diverse realtà” dice De Maio. “Il confronto ha creato in loro una forza nuova verso il riscatto. Molti di loro stanno lavorando duro e hanno capito che ce la possono fare. Ciro esce dal carcere per frequentare le lezioni di canto alla mia scuola tutte le settimane da anni ormai, mentre Antonio è uscito in queste settimane ma continua a frequentare le prove e gli spettacoli.”

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